Ca' delle Rose Bio

Bed and Breakfast di charme


Itinerari Turistici

Ca' delle Rose si inserisce in un contesto turistico e culturale ricco di località e di storicità che offre ai nostri gentili ospiti l’imbarazzo della scelta per trascorrere in attività le loro giornate. Siamo lieti di proporre alcuni suggerimenti su quelli che, secondo noi, sono i luoghi più suggestivi e che meritano pienamente di essere visitati.

Ca' delle Rose si trova nel Comune di Fossalta di Portogruaro, provincia di Venezia, e sorge raccolta tra vestigia antiche della terra del Nievo, che qui trasse spunto per i suoi celebri scritti, ed è immersa in quella campagna prossima alla laguna tanto cara ad Ernest Hemingway, in cui ambientò la sua opera Di là dal fiume e tra gli alberi che fu pubblicata in Italia nel 1965, ed è parte integrante del Borgo antico di Gorgo, piccola oasi verde e sublime spazio silenzioso che racchiude, come in uno scrigno, la Chiesa medievale di S. Cristina, con le sue testimonianze di periodo romano.



Natura e Arte sembrano fuggirsi,
e si ritrovano prima che s'immagini.

JOHANN WOLFGANG GOETHE

NEI DINTORNI DI CA' DELLE ROSE

Da Ca' delle Rose si può raggiungere, in passeggiata o in bicicletta, il Parco del Castello di Fratta ove un vialetto alberato conduce ad una prima area visitabile, detta “Cortino”. Qui si possono osservare i resti della prima struttura difensiva voluta dai Vescovi di Concordia intorno al IX secolo e che consiste in una torre a pianta rettangolare che oggi accoglie al centro delle fondazioni il fusto di un’alta pianta di noce. Ospitato in un’antica casa quattrocentesca, il Museo del Castello di Fratta si apre sul “Cortino” con un bel porticato a tre archi acuti. All’interno della struttura museale, attrezzata con tutti i più moderni supporti tecnologici, è possibile ammirare una delle più interessanti collezioni di ceramiche medievali e rinascimentali della regione, affiancata da un’accogliente stanza che vuole ricreare, con oggetti d’epoca e ricordi legati ad Ippolito Nievo, la Cucina del Castello descritta nelle pagine de le Confessioni di un Italiano. Le sale superiori del complesso museale ospitano laboratori di restauro e la collezione civica delle opere a stampa riguardanti lo scrittore. Uscendo dal museo, un breve sentiero ornato dalle Rose Antiche conduce al Parco di Marte e Flora in luogo del Castello di Fratta. Opera realizzata negli anni Novanta dall’Amministrazione Comunale, il Parco comprende un’interessante area verde caratterizzata dalla ricostruzione delle mura di cinta dell’antico castello con partiture arboree e del complesso palaziale centrale con un suggestivo labirinto a raso. Immersi nel verde del parco sono visibili alcuni resti archeologici venuti alla luce durante gli scavi: due pozzi e un breve tratto delle mura castellane. In base alla documentazione iconografica è stato ricostruito anche l’antico terrapieno, che costituiva la prima cinta difensiva, strutturandone il declivio a spalti per un teatro all’aperto. Il territorio inoltre offre la passeggiata al Parco di Alvisopoli ed alla settecentesca Villa Mocenigo. Il piccolo paese deve il suo nome al nobile veneziano Alvise Mocenigo che qui creò la sua polis dotandola di fabbricati ed insediamenti produttivi con l'obiettivo di costruire la "Città Ideale" e di renderla autosufficiente. Circondata da un parco di oltre tre ettari, e completata dalla Chiesa di S. Luigi, la villa è sede estiva di importanti rassegne teatrali e musicali; la Barchessa della villa ospita la Quadreria Comunale "Luigi Diamante". Durante la stagione estiva si svolgono Eventi musicali ed Incontri con l’autore a Villa Mocenigo ed il cinema all’aperto al Cortino di Frat




CHIESA DI SANTA CRISTINA

(Raggiungibile a piedi)

Nell'abitato di Gorgo, suggestivo ed antico borgo rurale del territorio comunale, il cui toponimo origina in epoca romana, quando il territorio in oggetto era attraversato dalle impetuose acque di un ramo del Tagliamento attualmente scomparso, è presente un antico edificio, che richiama la struttura architettonica tipica delle chiese e risalente al 1329, dedicato a Santa Cristina. Questa costruzione, indicata proprio come “Chiesa”, in realtà non è mai stata consacrata e si riporta come già nel 1664, per celebrare le messe in occasione della festa della santa, fosse necessario per il parroco disporre di permessi temporanei del Vescovo. Al suo interno è presente un affresco con San Sebastiano e San Valentino del XVI secolo. Nei primi anni del Novecento il sacello divenne proprietà della famiglia Toniatti e fu sempre mèta di rogazioni: particolari riti a cavallo tra il sacro e il profano, che gli abitanti del luogo celebravano per ottenere un buon raccolto. L'edificio si compone di un'aula rettangolare il cui volto ha cinque capriate. Accostato alla facciata si trova il piccolo campanile a pianta quadrata. Intorno alla costruzione fu creato, probabilmente nei primi anni del ’900, un silenzioso bosco costituito da tigli ultracentenari, olmi, platani e robinie: nella stagione invernale, proprio quando questi alberi sono spogli si possono ammirare in tutta la loro imponente bellezza e incredibile forza. Restaurata nel 2007, la Chiesa di Santa Cristina è tornata al suo antico splendore: oggi viene utilizzata per manifestazioni culturali durante la stagione estiva quali eventi, concerti, conferenze e corsi.




Fonte Immagine: www.veneziaorientaletours.it

IL CORTINO DI FRATTA

(Raggiungibile a piedi o in bicicletta)

Io vissi i miei primi anni nel castello di Fratta …ma l’era a quei tempi un gran caseggiato con torri e torricelle, un gran ponte levatoio scassinato dalla vecchiaia e i più bei finestroni gotici che si potessero vedere tra il Lèmene e il Tagliamento. In tutti i miei viaggi non mi è mai accaduto di veder fabbrica che disegnasse sul terreno una più bizzarra figura, né che avesse spigoli, cantoni, rientrature e sporgenze da far meglio contenti tutti i punti cardinali ed intermedi della rosa dei venti.

da Il Castello di Fratta - Le Confessioni di un italiano, Ippolito Nievo – ovvero breve introduzione sui motivi di queste mie Confessioni…” che così termina: “Finalmente ebbi la mia posata alla tavola comune, proprio vicino alla Pisana….”

In questi territori tra Veneto e Friuli si estende il Parco Letterario dedicato a Ippolito Nievo. Nell’area sono state individuate una serie di località di interesse storico ed ambientale citate nel celebre romanzo Le confessioni di un Italiano, scritto dal Nievo alla metà dell’Ottocento e pubblicato postumo nel 1867. Nel romanzo Carlo Altoviti racconta le proprie memorie, le passioni, le esperienze della generazione risorgimentale. Il tema dominante del romanzo è l’amore fra il protagonista e la Pisana, una creatura affascinante, istintiva, frivola, tenera appassionata. Le vicende si iscrivono in un periodo fondamentale della storia d’Italia: dalle invasioni napoleoniche alle prime guerre d’indipendenza, in un contesto che va dal Friuli a Venezia fino a Londra. Nel romanzo conflitti esistenziali e avvenimenti politici s’intrecciano e delineano un’epoca che vede il tramonto dell’antica società settecentesca e l’avvio del moderno stato unitario. L’itinerario proposto intende ripercorrere i luoghi citati da Ippolito Nievo nel romanzo. Le pagine più significative ed efficaci dedicate alla raffigurazione del paesaggio della “bassa” friulana si rinvengono nella prima parte del romanzo, dedicata alla rievocazione dell’infanzia e della giovinezza del protagonista e collocabili negli ultimi decenni del XVIII° secolo. Proprio in località Fratta era collocato il Castello, che si pensa risalisse al 1186, in cui Carlo Altoviti, protagonista de Le Confessioni di un Italiano di Ippolito Nievo, trascorse gli anni della sua infanzia e della giovinezza. Della struttura fortificata, oggi, resta la piantina disegnata al suolo e l’unico edificio superstite è la costruzione rurale denominata “Cortino” divenuto spazio espositivo polifunzionale e sede del Museo di Ippolito Nievo. L’ambiente che lo circonda è formato da varietà di specie arboree ed arbustive autoctone, tipiche della vegetazione di pianura, da una collezione di frutti antichi e da molteplici rose coltivate antiche che creano una realtà suggestiva per gli amanti della storia e della natura.




Fonte Immagine: www.florablog.it

QUERCIA SECOLARE DI VILLANOVA

(Raggiungibile a piedi o in bicicletta)

Vicino alla chiesetta di Sant’Antonio a Villanova si trova la storica e secolare quercia Farnia, dichiarata monumento naturalistico di interesse nazionale grazie ai suoi stimati 500 anni. La quercia si distingue per l’inconfondibile tronco cavo dove si narra che trovassero rifugio viandanti e pellegrini.




Fonte Immagine: www.mapio.net

VILLA MOCENIGO

(Raggiungibile a piedi o in bicicletta)

A pochi chilometri da Fratta, nel comune di San Michele al Tagliamento troviamo Villa Mocenigo–Ivancich. La villa è immersa nella straordinaria vegetazione di un parco secolare. Il complesso è sorto nel corso del XVI° secolo per volere dei Mocenigo, antica famiglia nobile veneziana. Alvisopoli, ovvero “la Città di Alvise”, deve il suo nome all’ambizioso ed utopico progetto di Alvise Mocenigo, erede di uno dei patrimoni più consistenti del patriziato veneziano ed è il borgo che si sviluppa attorno alla Villa, costruita dal ramo Mocenigo di San Samuele, detto Canal Grande o Casa Nuova, tra i più influenti e ricchi casati di Venezia di fine ‘700. Nel 1790 Alvise Mocenigo prese in affitto dal padre i beni del Portogruarese, nell’allora Patria del Friuli. Qui iniziò il sogno del Nobiluomo Alvise Mocenigo che, avvalendosi di tecniche innovative ed in linea con le idee illuministiche del tempo, intendeva realizzare la Città ideale ovvero un centro abitato autosufficiente per ogni necessità produttiva ed abitativa, sociale ed economica dei suoi abitanti. Egli fondò la nuova città ma la realizzazione vera e propria de “la Città ideale” non fu portata a termine. Oggi resta poco di quel sogno ma il borgo e la prospiciente Oasi WWF del bosco di Alvisopoli meritano di essere visitate. Nel corso della storia, la villa fu acquistata prima dal padovano Vincenzo Biaggini e poi dagli attuali proprietari, gli Ivancich, che nella seconda metà del secolo scorso l’hanno resa un polo culturale importante ospitando celebri scrittori quali Ezra Pound ed Ernest Hemingway. Durante la Prima Guerra Mondiale l’edificio fu trasformato in ospedale da campo mentre, durante il secondo conflitto, purtroppo, la villa subì gravi danni a causa dei bombardamenti. Nonostante i danni, l’impianto delle Barchesse ancora oggi è testimone di un programma compositivo ambizioso, concepite per incorniciare la villa, che si differenziano dalle Barchesse delle classiche Ville Venete perché non adiacenti all’edificio principale ma che formano, con esso, un collegamento solamente ideale. La visita alla città di Alvise consente di cogliere il fascino della presenza nobile veneziana nell’entroterra Veneto.




PORTOGRUARO

(Raggiungibile in bicicletta)

A pochi chilometri da Ca' delle Rose si trova la deliziosa cittadina di Portogruaro, una piccola Venezia…ospitale e romantica, che ad ogni angolo regala scorci che ricordano il fascino della Serenissima. Il porto sul fiume Lèmene rende la città una tappa importante nei commerci tra Venezia e l’Austria, tanto che si rafforza e si arrichisce e ottiene una larga autonomia politica di tipo comunale. Nel 1420 entra a far parte della Repubblica di Venezia che in quell’anno, in seguito alla politica di espansione sulla terraferma, si annette il territorio della Patria del Friuli e con esso Portogruaro. La città rimane per tre secoli sotto la giurisdizione della Repubblica di Venezia, godendo di privilegi economici dovuti alla sua felice posizione geografica e di una prosperità che si può intuire ancora oggi nella sua architettura civile dei secoli XV e XVI, che la fa sembrare una piccola Venezia. Nel 1797, col trattato di Campoformido, Napoleone, vincitore sulla Serenissima, cede all’Austria il territorio dell’ex veneta Repubblica, compresa Portogruaro. La dominazione austriaca dura fino al 1866, tranne la breve parentesi del 1848 quando anche in città, sulla scia dei moti libertari che percorrevano l’Europa negli anni della Restaurazione, si instaura un breve periodo di regime repubblicano. Nel 1866 Portogruaro entra infine a far parte del Regno d’Italia di cui condivise in seguito le vicende storiche.  Attraversata dal fiume Lemene, Portogruaro ha conservato l’assetto tipico medievale, e i suoi numerosi palazzi in stile gotico italiano e rinascimentale sono una preziosa testimonianza della storia di questa città. La vivace cittadina, con le sue calli ed i suoi piccoli borghi, si anima tutti i giovedì mattina grazie al mercato rionale settimanale che attraversa le due vie principali: Corso Martiri della Libertà e Via Garibaldi-Via Seminario; ogni secondo sabato del mese nel centro storico si svolge il Mercatino dell’Antichità dove si possono trovare manifatture, libri, francobolli, arredi ed oggetti interessanti del passato. Valgono una visita il trecentesco Palazzo Municipale in piazza della Repubblica, i Molini di Sant'Andrea sul Lemene del XII secolo ed oggi sede di Mostre d’Arte, l’Oratorio ligneo della Madonna della Pescheria e i molti edifici religiosi che conservano opere d'arte di notevole pregio tra cui l’antico Duomo con il suo campanile pendente. Una menzione particolare, per gli amanti della storia e dell’archeologia, va rivolta al Museo Nazionale Concordiese in cui è possibile scoprire reperti di epoca romana e paleocristiana provenienti dalla vicina Concordia Sagittaria.

Terra dei Dogi in Festa - Il primo weekend di maggio

Per chi vuole vivere e assaporare gusti e atmosfere tipiche del nostro territorio l’occasione ideale è la rassegna enogastronomica Terra dei Dogi che si svolge a Portogruaro il primo fine settimana di maggio. Per l’occasione, il centro storico ospita una trentina di cantine locali e stand enogastronomici per gustare specialità tipiche ed eccellenze del Veneto Orientale. Il tutto condito con la giusta dose di spettacoli e iniziative culturali.

Fiera di Sant'Andrea - antica sagra mercato delle oche e degli stivali

Anche nell’ultimo weekend di novembre la cittadina di Portogruaro si rianima con la "Fiera di Sant'Andrea - antica sagra mercato delle oche e degli stivali" : esposizione degli antichi mestieri e manufatti dell’artigianato locale, mercatino di Natale, spettacolo degli Sbandieratori e Tamburini nelle vie del centro storico, escursione sul fiume Lèmene, proposte culinarie tipiche del territorio e tradizioni popolari

Estate Musicale

Per chi soggiorna nel nostro Bed & Breakfast durante i mesi estivi, un appuntamento da non perdere è quello con le serate dell’estate musicale di Portogruaro. I mercoledì sera di luglio il centro storico si anima di nuova vita. Negli angoli più caratteristici della città musica dal vivo per tutti i gusti, negozi aperti fino a tardi e un’atmosfera magica in una cornice d’eccezione.




CONCORDIA SAGITTARIA

(Raggiungibile in bicicletta)

Nel 42 a.C. divenne colonia militare romana con il nome di Julia Concordia ed è importante centro posizionato all'incrocio della Via Annia e della via Postumia. Dell'antica città romana Concordia Sagittaria conserva tratti delle mura e tracce delle grandi strutture urbane: il foro, il teatro, le terme e parte di un ponte a tre arcate sul quale passava la Via Annia. L'esodo dei Veneti causato dalle incursioni barbariche, portò al trasferimento dell'insediamento a Caorle e Concordia fu declassata a semplice piazzaforte conquistando l'appellativo di "Sagittaria" grazie all'installazione di una fabbrica di frecce, le sagittae. Solo intorno al mille la cittadina veneziana tornò a vivere come feudo e sede diocesana dipendente dal Patriarca di Aquileia, infatti i resti del complesso paleocristiano costituiscono le più antiche testimonianze della fede cristiana in Veneto. Concordia Sagittaria offre un quadro davvero straordinario per quanto riguarda la storia e l'arte tra i secoli IV e XI: i recinti sepolcrali, la Basilica Apostolorum ricca di mosaici, la Trichora Martyrum, edificio trilobato per la conservazione delle reliquie dei Santi e il Battistero il cui interno è splendidamente decorato da affreschi. Collegata a Portogruaro da una comoda pista ciclabile Concordia Sagittaria è oggi un’affascinante cittadina attraversata anch’essa dal fiume Lèmene e porta con sé le maggiori testimonianze storiche d’epoca imperiale e paleocristiana di tutta la Regione. Concordia Sagittaria conserva importanti vestigia romane come le terme, l'anfiteatro e altri reperti, tutti visibili al Museo Civico Archeologico ed è irrinunciabile la visita all’adiacente Cattedrale di Santo Stefano, casa romana su cui è stata costruita prima la Basilica Apostolorum Magnum (IV sec.) e poi il Duomo del ‘400. Accanto alla Cattedrale si erge il campanile romanico (XII) e sul fianco destro il Battistero (IX). Tutti i lunedì mattina Concordia Sagittaria si anima grazie al mercato settimanale che attraversa la cittadina e accompagna i suoi visitatori lungo il fiume Lèmene.




Fonte Immagine: www.villamanin.it

VILLA MANIN, PASSARIANO di CODROIPO

A partire dalla fine del XVII secolo prende avvio la strategia della famiglia Manin di concentrare l’acquisto di terreni in un’area della campagna friulana, snodo dei traffici tra l’area commerciale dell’Alto Adriatico e le vie che portano dalla valle del Tagliamento verso l’Europa centrale, in una fase storica di perdita del ruolo centrale della Serenissima negli scambi commerciali tra Europa, mar Egeo e Medio Oriente. La villa diventa un emblema della grandezza e della potenza della famiglia, in grado di rivaleggiare con le residenze dei re d’Europa e di superare in magnificenza le numerose ville che i patrizi di Venezia edificano in terraferma. Il modello per i Manin è addirittura Versailles, la più fastosa dimora del continente: ne è prova il fatto che il disegno del grande giardino a settentrione della villa viene affidato a un allievo francese  di André Le Nôtre (del cui nome però non è rimasta traccia), l’artefice delle meraviglie volute dal Re Sole. E' invece l’architetto Domenico Rossi, di origini luganesi, già a bottega da Baldassarre Longhena, attivo anche a Venezia ed in altri centri del Veneto e del Friuli, che nei primi decenni del Settecento progetta l’attuale aspetto dell’edificio e gli interventi scenograficamente più importanti, come la Piazza Quadra, delimitata dalle Barchesse, e la Piazza Tonda, chiusa dalle Esedre, con un effetto plastico che ricorda il secentesco il colonnato del Bernini in piazza San Pietro a Roma. Nel 1789 Lodovico IV Manin diventa prima procuratore di San Marco e quindi Doge, ma sono gli anni del crepuscolo per la Serenissima: la Campagna d’Italia vede trionfare il giovane generale francese Napoleone Bonaparte che pone fine a questa plurisecolare pagina di storia ed abita la villa per alcuni mesi con Giuseppina Beauharnais, per concludere le trattative con gli Austriaci, e quindi firmare il Trattato di Campoformido nel 17 ottobre 1797. Villa Manin oggi è aperta al pubblico ed è sede di mostre d’arte, concerti, conferenze ed eventi culturali.


SPILIMBERGO

A ridosso delle Prealpi friulane si trova la caratteristica cittadina di Spilimbergo, interessante città d'arte dell’alta pianura friulana ove vengono create le barbatelle che si esportano in tutto il mondo e dove si coltiva la vite nelle sue tipiche declinazioni del territorio. Il centro storico di origini antiche, trovò il suo splendore nel Medioevo e nel Rinascimento, infatti, conserva l’originale impianto medievale ed i recenti interventi di restauro hanno consentito il recupero e la valorizzazione delle opere dei numerosi artisti che si sono succeduti nei secoli e che qui hanno lasciato la loro impronta artistica. A testimonianza, il Duomo con gli affreschi del 1300, il Castello con il suo Palazzo Dipinto, il Palazzo degli Spilimbergo di Sopra e il centro storico dai classici segni romanici. Spilimbergo è nota nel mondo per i mosaici decorativi, infatti è sede della prestigiosa Scuola Mosaicisti del Friuli, istituzione unica al mondo fondata nel 1922 http://scuolamosaicistifriuli.it Oggi la scuola insegna l’applicazione delle tecniche musive dell’epoca romana e bizantina, nonché dell’età moderna, e rivolge la sua attenzione alla ricerca ed alla sperimentazione delle soluzioni estetiche e funzionali che trovano raffinata applicazione nella contemporaneità.

Il fattore dominante di Spilimbergo è sempre stato il commercio; il cuore pulsante era la piazza Duomo, centro delle attività amministrative ed economiche. Qui i mercanti arrivavano dalle città vicine risalendo il guado del Tagliamento; da visitare la Chiesetta dell’Ancona, un tempo meta di pellegrinaggi. In questa bella piazza si svolgevano le trattative, si eseguivano i controlli sulle merci e si pagavano le gabelle. Restano a testimoniarlo il duecentesco Palazzo del Daziario, sede dei magistrati, e il palazzo della Loggia risalente al XIV secolo, dove venivano immagazzinate le merci ed effettuati i controlli. Su una colonna del portico è tuttora incisa la Macia, l’antica unità di misura di lunghezza che serviva per controllare la regolarità delle compravendite. Come conseguenza dello sviluppo commerciale, nel 1300 il villaggio crebbe a dismisura, tanto che furono erette tre successive cinte murarie. La Torre Orientale (1304) faceva parte della prima cerchia e tra i palazzi si può ammirare la Casa Dipinta, affrescata nel 1500 con scene della vita di Ercole. Superata questa torre, si aprono il Borgo di Mezzo e il Borgo Nuovo, attraversati dal Corso Roma, asse portante della città storica. Della nuova cinta muraria che proteggeva questi borghi, resta ancora la Torre Occidentale nella cui via le famiglie più ricche edificarono i loro palazzi che risalgono al 1500 ed al 1700, in particolare il Palazzo Monaco del XVI secolo. Ai confini dei borghi, il borgo popolano della Valbruna, caratterizzato dal Palazzo Spilimbergo di Sopra e dal Broiluccio (ora piazza Borgo lucido) con i suoi edifici caratteristici, un tempo luogo destinato alle riunioni dell’Assemblea popolare. Per il loro interesse storico ed artistico, meritano la visita anche la chiesa di San Giuseppe e Pantaleone, del XIV secolo ed anche detta dei Frati, dove vi è conservato il prezioso Coro Ligneo realizzato nel 1475 dall’intagliatore vicentino Marco Cozzi e la Chiesa di San Giovanni del XIV secolo, sede della confraternita dei Battuti.


PER GLI AMANTI DEI MULINI

Le nostre zone sono costellate da numerosi Mulini. Oltre ai Mulini di Sant’Andrea in centro città a Portogruaro, sede di interessanti esposizioni d’arte, una menzione particolare meritano i Molini di Stalis e quelli di Boldara immersi in suggestive cornici paesaggistiche.



MOLINI DI STALIS

(Raggiungibili in bicicletta)

A pochi chilometri da Fratta, nel Comune di Gruaro, troviamo i Molini di Stalis. Si tratta di due mulini situati sul fiume Lemene, il più antico è citato in documenti del 1432 mentre il più recente risale alla fine del XIX secolo. Nel Quattrocento al loro interno funzionavano la macina cereali, la sega da legname e i pestelli per battere le fibre del lino. Dal Settecento in poi alle attività si aggiunsero la follatura della lana e la pilatura dell’orzo. I Molini sono rimasti in funzione fino agli anni ’70. Recentemente è stata rimessa in funzione una delle ruote e oggi sono la sede di un’esposizione di macchinari degli anni ’20. Il paesaggio in cui sono immersi è particolarmente suggestivo grazie ai campi chiusi, tipici della tradizione friulana e alla roggia dalle acque cristalline. Questo è un luogo antico e suggestivo, a confine tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove la presenza di prati stabili, di grandi siepi e di gruppi d’alberi lo rende importante non solo per la storia del territorio ma per la sua stessa natura. Nei pressi si trova la Fontana del Venchiaredo, una sorgente d’acqua citata da Ippolito Nievo nella sua opera Confessioni di un italiano e riscoperta dal poeta e scrittore Pierpaolo Pasolini. Così Nievo la descrive nel quarto capitolo de "Le Confessioni di un italiano": C'è una grande e limpida fontana che ha anche voce di contenere nella sua acqua molte qualità refrigeranti e salutari. Ma la ninfa non credette fidarsi unicamente alle virtù dell'acqua per adescare i devoti e si è recinta di un così bell’ orizzonte di prati di boschi e di cielo, e d'un ombra così ospitale di ontani e saliceti che è in realtà un recesso degno del pennello di Virgilio questo ove piacque di porre sua stanza.



MULINO di BOLDARA

(Raggiungibile in bicicletta)

Boldara si è sviluppata attorno ad un vecchio mulino del XV secolo e qui si comprendono appieno le parole di Ippolito Nievo Era una di quelle ore in cui l’uomo non pensa ma sente. Il mulino di Boldara sorgeva nel mezzo di una palude che si estendeva tra Boldara e Cintello sulle acque del fiume Lemene. Rimasto in funzione fino agli anni Sessanta, l’edificio ora è inagibile ma si trova in una zona di grande interesse naturalistico che merita un’escursione a piedi o in bicicletta. Tra il fiume Lemene e la roggia Battiferro la zona è stata rinaturalizzata da volontari che hanno messo a dimora vari alberi autoctoni, ripopolando anche le acque con alghe e piante acquatiche.


A PASSEGGIO TRA I BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

A pochi chilometri da Ca’ delle Rose, in provincia di Pordenone, troviamo due cittadine classificate tra i Borghi più belli d’Italia, Sesto al Reghena e Cordovado.



Fonte Immagine: www.magicoveneto.it

SESTO AL REGHENA

(Raggiungibile in bicicletta)

L'origine di Sesto deve essere  ricondotta all'epoca pre-romana, come ci confermano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio. La romanità di Sesto è ribadita dal suo stesso toponimo: Sesto era infatti una "statio", ossia un posto militare collocato al sesto miliario della strada che collegava Concordia con il Norico. Sesto conosce un significativo sviluppo con la dominazione longobarda, ma poi viene piegata dalle scorrerie degli Ungheri. Nel Medioevo  vive un periodo di grande splendore con l'annessione dell'Abbazia e dei suoi territori al dominio feudale del Patriarcato di Aquileia fino a quando, Venezia, la invade militarmente il Friuli nel 1418. Cittadina, dunque,di origini romane, il suo nome deriva dal fiume Reghena e dalla sua posizione all’altezza della sesta pietra militare lungo la via di passaggio dei viaggiatori diretti verso nord. Sesto al Reghena ospita l’Abbazia benedettina di fondazione longobarda intitolata a Santa Maria in Sylvis risalente alla prima metà del secolo VIII. Il complesso oggi si articola in una torre d’accesso, unica rimasta delle sette torri a difesa delle mura, una torre campanaria, l’antica cancelleria abbaziale, la residenza degli abati e la chiesa abbaziale ancora dotata di vestibolo ed atrio. Gli interni sono decorati con affreschi attribuiti a pittori padovani della scuola di Giotto. Disseminate nel territorio si trovano anche numerose chiesette votive tra cui la più importante Chiesetta di San Pietro campestre di origine medioevale (datata probabilmente intorno al XI - XIII sec.). Nella frazione di Marignana è posta la Chiesetta di S. Urbano che risale al 1600, ma che presenta rifacimenti effettuati negli anni 1936-37; al suo interno la pala con il santo omonimo dipinta da A. Pascotto (1893). In località Braidacurti si può ammirare l’Oratorio di S. Chiara, costruzione settecentesca, più volte modificata, con all’interno un coevo altare ligneo e la pala con Madonna e Bambino, S. Francesco di Sales e S. Margherita di Alacoque, ora trasferita nella Sala delle Udienze in Abbazia.



BORGO DI CORDOVADO

(Raggiungibile in bicicletta)

Suggestivo e poetico, il Borgo di Cordovado è anch’esso annoverato tra i Borghi più belli d’Italia. Le sue mura si conservano praticamente intatte e racchiudono al loro interno edifici risalenti al XIII e XIV secolo. Il Castello medievale di Cordovado è nato sulle vestigia di un castrum romano che era posto a guardia di un guado della via Augusta, su un ramo ora prosciugato del fiume Tagliamento, ai confini del Patriarcato di Concordia Sagittaria di cui era feudo. I vescovi di Concordia lo governarono tramite un guastaldo, carica questa attribuita alla famiglia dei Ridolfi che aveva il compito di risiedervi stabilmente, di custodirlo, di difenderlo, di amministrarlo e amministrarvi la giustizia. Verso la metà del XVI secolo per matrimonio divenne proprietà dei conti d’Attimis, poi nell’800, sempre per matrimonio, la proprietà passò alla famiglia dei Conti Freschi di Cucanea. L’attuale area fortificata è il risultato di modifiche e stratificazioni che si sono succedute nel tempo, quelle più significative furono eseguite tra il ‘600 e l’800, la cerchia esterna di mura, con terrapieno e fossato, due torri portaie ancora oggi sono presenti. Della struttura originaria del castello rimangono le due torri e parte delle mura di cinta che conservano il fascino dei secoli passati. Tra tutti va fatta menzione del palazzo Piccolomini-Freschi di fine 1500 circondato dal parco ottocentesco, con alberi secolari e bossi e con molteplici varietà di rose antiche, che conduce al prezioso Labirinto di Rose damascene in cui perdersi tra profumi e silenzi; il palazzo Agricola del XV secolo con la sua bellissima trifora e la Cappella medievale dedicata a San Gerolamo, che conserva un affresco attribuito alla scuola di Giotto. La villa è tutt’ora abitata dai proprietari che ne hanno particolare cura e conserva tutto il fascino dell’antico arredamento delle abitazioni di una volta, con la pregiata biblioteca, la sala della musica affrescata a trompe-l’oeil. All’interno della cinta muraria si trovano anche le casette medievali che erano le abitazioni dei contadini e degli artigiani, con i loro piccoli orti e giardinetti, ed altre pertinenze agricole ora restaurate come residenze, che  conservano ancora tutto il loro fascino e poesia. Il Castello di Cordovado è visitabile in occasione della manifestazione “Castelli Aperti” e degli eventi dedicati alle rose che si susseguono durante il mese di maggio.

Antico Duomo di Sant’Andrea

(Raggiungibile in bicicletta)

L’antico edificio di Sant’Andrea fu costruito dopo la terribile devastazione della peste del 1454; l’indicazione del portale, 1477, attesta probabilmente la data di ultimazione dei lavori, ma potrebbe essere stato ricostruito sullo stesso posto dove sorgeva l’antica pieve menzionata nella bolla concessa nel 1186 da papa Urbano III al vescovo Gionata ma vi sono alcuni studiosi che ipotizzano la fondazione dell’antica chiesa addirittura al IV-V secolo: titolare è San Andrea Apostolo, pescatore, ed è significativa questa dedica per il luogo che risultava essere nei pressi del corso Tagliamento Maius. Il tempio, in origine, era ad aula unica, con presbiterio quadrato voltato a crociera, ma sul finire del XVI secolo vennero addossate le due navate laterali. L’interno è suddiviso da ampie arcate sorrette da pilastri ottagonali, con copertura lignea sorretta da capriate. Sopra il portale c’è una lunetta ogivale con l’affresco, quasi illeggibile, di Madonna con bambino seduta su trono di foggia quattrocentesca, forse del Bellunello; sul primo pilastro di destra c’è un affresco della SS. Trinità attribuibile a pittore anonimo del XVI secolo seguace del Bellunello e di Pietro da San Vito; sul muro orientale della navata meridionale si trova l’affresco di S.Martino a cavallo di pittore anonimo del XVI secolo avanzato. Nel pavimento sono presenti  otto lastre tombali riferite a sepolture nobiliari.





ITINERARI CICLABILI

Per gli amanti della bicicletta e delle passeggiate in mezzo alla natura le nostre zone sono ideali perché pianeggianti e tranquille. Grazie alle piste ciclabili e agli ampi spazi verdi, potete scegliere quale itinerario intraprendere per scoprire alcune delle bellezze di cui sin qui vi abbiamo narrato.

Protagonista è l'acqua che sgorga dalla terra con molte risorgive e con i pozzi artesiani presenti ovunque si giri lo sguardo. Si percorre in bicicletta uno spaccato significativo di quest'area, affacciando lo sguardo su limpidi fiumi di risorgiva quali il Lèmene, il Reghena, il Caomaggiore, il Loncon, il Versiola, il Venchiaredo, il San Giacomo e molti altri fossati e ruscelletti. Tutti confluiscono verso le vaste aree paludose e bonificate della laguna di Caorle. Le quattro principali cittadine di quest'anello cicloturistico, Portogruaro, Concordia, Sesto al Reghena e Cordovado, meritano un’accurata visita turistica; sono davvero emozionanti, molto importanti dal punto di vista storico, offrono scorci molto suggestivi.

Raggiunta piazza municipio di Portogruaro, è indispensabile riservare un po' di tempo per ammirare il fiume Lèmene con i due antichi mulini, divenuti museo, e la preziosa facciata del palazzo municipale, le calli ed i ponticelli, gli antichi palazzi ed i loro giardini conclusi. Si esce da Portogruaro seguendo il Lèmene e, con tratti di pista ciclabile sull'argine, si raggiunge Concordia Sagittaria in cui si deve riservare un po' di tempo per visitare gli scavi archeologici della primitiva cattedrale, sulle fondamenta della 'Casa del Centurione' trasformata in cappella "Trichora Martyrium". Leggenda vuole fosse la casa del centurione che trafisse Cristo in croce e dove San Marco si recò per avere notizie di prima mano e forse scrivere il Vangelo di San Marco. Lasciata Concordia su strada più trafficata si raggiunge Summaga, anche qui un’Abbazia Benedettina. Poco oltre la chiesa parrocchiale si svolta per una strada tra le case che esce in aperta campagna, sottopassa l'autostrada per trovarsi in località Sega sulla strada Portogruaro-Cinto. Verso sinistra si può raggiungere Cinto Caomaggiore su strada asfaltata, svoltando a destra, subito prima del ponte (tracce del mulino) sul fiume Reghena si svolta a sinistra per percorrere il lungo rettilineo sterrato (buono) dell'argine, con pregevoli scorci sulla campagna. Unica nota negativa di questo tratto i rumori dell'autostrada che corre oltre il fiume a poca distanza. Raggiunta la strada Cinto-Sesto, si può raggiungere (sinistra) Cinto Caomaggiore e, se aperta (su appuntamento o per qualche manifestazione), merita visitare l'Oasi dei Laghi di Cinto. A destra dirigere verso Sesto al Reghena. Anche in questo caso si può fare una breve deviazione al lago Premarine di Sesto (privato, pesca sportiva), per poi raggiungere il parco dei 'Prati di Burovich' e il centro di Sesto al Reghena. Splendida la visita alla cittadella fortificata, entrando per la superba torre-porta affrescata, e la bellissima piazza con giardini con l'importante chiesa dell'Abbazia di Santa Maria in Sylvis. Raccomandabile la visita agli affreschi della Scuola di Giotto all’interno della medesima Abbazia Benedettina. Si raggiunge Bagnarola e si pedala verso Cordovado passando per Borgo Siega (vecchie ruote idrauliche della sega alla veneziana), avvincente la divagazione ai Mulini di Stalis di Gruaro. Ora è la volta della cittadella fortificata di Cordovado, luogo amèno e ben restaurato; scorci davvero spettacolari, gioia per gli appassionati fotografi. Merita una visita il vicino Duomo romanico di Sant'Andrea. Si pedala in direzione Gruaro e a Bagnara, si svolta a sinistra per strade di campagna per raggiungere l'oasi di Boldara dove vi è un’ interessante area naturalistica con percorsi appositamente attrezzati e cartelli didattici. Splendida l'acqua del Lemene e interessante l’imponente antico edificio del Molino Boldara, ora completamente in abbandono. Per strada interna o per la più breve strada principale, si arriva a Portovecchio. A Portovecchio lungo l'area a Parco Naturale sussiste Villa Bombarda Furlanis, dimora privata. Portogruaro, mèta di ritorno del nostro giro, è ormai alle porte e per la strada interna, lungo l'argine destro del Lemene, ci si dirige nel sottopasso inferiore all’autostrada e si giunge in prossimità della stazione ferroviaria dove si trova il sottopasso ciclo-pedonale per fare ritorno al centro storico.

“Giralemene” pista ciclabile 32 chilometri di piste che collegano i Comuni Gruaro, Portogruaro, Concordia Sagittaria e Caorle.

Itinerario Giralemene1 dai Molini a Concordia: inizia nel Comune di Gruaro, precisamente ai Mulini di Stalis. Da qui si imbocca la via interna che porta a Portovecchio, frazione di Portogruaro. Da qui ci si sposta nel cuore della città di Portogruaro, proseguendo verso Piazza Dogana e sul Lungofiume Lemene, che accompagna nella cittadina di Concordia Sagittaria. Consigli pratici: si consiglia di fare il percorso in sella a una mountain bike o comunque con una bicicletta con le ruote tassellate. Molti sono i tratti con esposizione al sole, pertanto è consigliato muoversi nelle ore meno calde, specie se compiuto durante la stagione estiva.




PER GLI APPASSIONATI DEL MARE

Ca' delle Rose è circondato da diverse località balneari vivaci e spensierate: le più vicine Bibione, Lignano e Caorle sono raggiungibili in solo mezz’ora di automobile. Caratterizzate da ampie spiagge e da un mare cristallino si distinguono tutte per le numerose attrattive che offrono. Caorle è una Venezia in miniatura, caratterizzata da un piccolo centro storico molto accogliente e vivace durante tutto l’anno. Bibione è la meta ideale per gli amanti dello sport e della natura, grazie all’ampissima spiaggia e alla lunga pista ciclabile che la costeggia offre l’imbarazzo della scelta per gli sportivi. Lignano si caratterizza per un grande centro, costellato da negozi, boutique e locali adatto a tutte le età, per il golf e per la sua pineta.

Per chi invece volesse spostarsi un pò più lontano troviamo Grado in provincia di Gorizia, vicinissima alla storica Aquileia, oppure Barcola e Sistiana per chi invece volesse scoprire la costa triestina.


LE CITTÁ D’ARTE

Foto: VILLA DI MASER (Villa Barbaro) - Patrimonio dell'Umanità UNESCO (Maser - Treviso)


Tra Veneto e Friuli il nostro Bed & Breakfast si trova in una posizione davvero strategica tra natura, storia, zone di mare e passeggiate in bicicletta non può mancare un tour attraverso alcune città d’arte della zona:

Venezia (40 km) con le sue isole e la magia che solo una passeggiata tra il ponte di Rialto e piazza San Marco possono dare. D’altronde come disse Truman Capote “Venezia è come mangiare un’intera scatola di cioccolatini in una sola volta”.
Tour Venezia, Canali e Isole con motoscafo

Udine (64 km) si contraddistingue per la bellezza delle sue piazze che incantano. Da piazza delle Erbe tutta circondata da portici in cui sembra quasi di essere in una sorta di salotto a cielo aperto, a piazza Libertà definita la più bella “piazza veneziana sulla terraferma”.

Treviso (68 km) col fascino del suo centro storico racchiuso dalle mura e attraversato dal Sile e dal Cagnan. E per gli amanti dell’arte non può mancare una tappa alla Casa dei Carraresi, divenuta negli anni sede di mostre internazionali.

Aquileia (47 km) con un’area archeologica considerata Patrimonio dell’Unesco si distingue per il fascino della storica Piazza Capitolo su cui si erge la Basilica di Santa Maria Assunta.

Padova (106 km), capitale culturale del Trecento e ancor oggi città d’arte di notevole importanza. Tra le sue chiese e i suoi palazzi hanno lasciato il segno Giotto, Giusto, Mantegna, Guariento e Altichiero.

Palmanova (44 km), la città fortezza patrimonio dell’Unesco e dal 1960 considerata monumento nazionale con la sua conosciuta pianta a forma perfetta di stella a nove punte, è la testimonianza perfetta della città rinascimentale e grande esempio di architettura

Vicenza (141 km), la città del Palladio, patrimonio dell’Unesco è conosciuta per la magnificenza dei suoi palazzi, delle sue ville, del Teatro Olimpico e della Rotonda.

Verona (180 km), la città degli innamorati per eccellenza, con la bellezza del suo centro storico e il balcone di Giulietta che ancora oggi desta emozioni.


Se desiderate essere accompagnati da Guida Turistica nelle vostre visite alle Città d’Arte ed alle nostre cittadine e borghi potete contattare direttamente gli addetti del settore nei seguenti link

Francesca Nevea Manca

www.mariangelaflaborea.it

www.tvo.srl


Ca' delle Rose vi augura una bellissima vacanza!



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