La Rosa fu, in tutti i tempi, contemplata come la Regina dei fiori,
il profumo degli dei, l’ornamento delle Grazie, la delizia di Citerea.
Simbolo di giovinezza, di grazia, di virtù, i poeti la chiamarono
Figlia del Cielo, Ornamento della Terra, Gloria della Primavera,
Regina dei Fiori.
Quando Zeus decise di dare una regina ai fiori,
di certo ritenne soltanto la rosa degna di tanto sublime onore.
Essa è ornamento della terra, orgoglio del regno vegetale,
corona dei fiori, porpora dei prati, riflesso del bello.
È colma d’amore, al servizio di Afrodite,
risplende di petali profumati, si culla di foglie tremolanti,
si diletta del sorridente Zefiro.
Achille Tazio, II sec. D.C.
Emblema in assoluto della Donna e dell’Eterno Femmineo,
essa rimanda ad un tempo alla pietà ed alla carità,
all’amore ed al dolore,
al pudore ed alla rigenerazione,
alla morte ed alla rinascita.
Molte leggende narrano che all’inizio le rose erano solo bianche,
nate dalla spuma del mare assieme ad Afrodite.
Bianca era la spirale a forma di rosa delle anime della beata
descritta da Dante in Paradiso, bianca la rosa tra i capelli
della Vergine nel quadro della “Madonna del Rosario” di Durer,
ne "La bella e la Bestia", ne "La Rosa e l’Usignolo”.
Fu Venere a darle quel colore vermiglio quando soccorse
il suo amore Adone e si punse con una spina!
Rosse furono anche le rose che Lucio nelle “Metamorfosi” di Apuleio
doveva mangiare da asino per poter ritornare ad essere Uomo.
Ma un’altra leggenda narra che le rose rosse nacquero
da una goccia di sangue del Cristo caduta su una rosa bianca fiorita
ai piedi della croce, divenendo in seguito simbolo del Cuore del figlio di Dio,
Sacro Cuore, e Coppa ricolma del suo sangue, Santo Graal, …
Quale enigma meraviglioso rimane la rosa!
Nell’antichità, tutti i popoli coltivavano le rose:
dalla Siria all’Antico Egitto, dalla Grecia all’Impero Romano,
dove le coltivazioni di Paestum erano particolarmente celebri.
Considerata a Roma simbolo di sensualità,
una rosa era appuntata sul petto di tutte le prostitute
per distinguersi dalle caste Romane.
Ma le stesse rose erano utilizzate a profusione durante
le cerimonie religiose e nei convivi, con esse cingevano
le statue degli eroi e le chiome dei giovani che danzavano
per le feste dell’Imeneo.
Ed anche i gran sacerdoti ebraici durante i sacrifici si cingevano
il capo con un serto di rose.
La Bibbia celebrava la rosa di Gerico ma la Chiesa Cattolica
per molto tempo vietò l’uso delle rose fino a quando
non riuscì a trasformarne il significato da pagano in Mistico,
definendo Maria stessa “Rosa Mistica”.
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